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Diritto del Lavoro

Diritto del Lavoro

Anche un’assenza di pochi minuti può costare un licenziamento disciplinare. È quanto stabilito dal giudice del lavoro di Imperia che con un’ordinanza dello scorso 10 agosto ha confermato uno dei 32 licenziamenti che il Comune di Sanremo aveva disposto nei confronti di alcuni dipendenti accusati di aver imbrogliato circa le loro presente in servizio. Una pronuncia che si inserisce nel solco di una giurisprudenza che non fa sconti in caso di falsa attestazione della presenza che, per il giudice ligure si configura non solo in caso di uso fraudolento degli strumenti di timbratura all’ingresso, bensì per ogni allontanamento dal proprio posto di lavoro che non sia stato segnalato adeguatamente. L’art. 55-quater, comma 1, lettera a), del d.lgs. 165/2001 stabilisce che il licenziamento disciplinare può essere comminato senza preavviso in caso di “falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente”.
Il successivo comma 1-bis è stato poi introdotto dal d.lgs. n. 116/2016 (riforma Madia) e prevede che “Costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente in servizio o trarre in inganno l’amministrazione”, presso la quale questi presta la sua attività lavorativa, circa il rispetto dell’orario di lavoro. Della violazione risponde anche chi abbia agevolato il comportamento fraudolento con la propria condotta attiva o omissiva.

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