Lo Studio

L'Avvocato Massimiliano Garofalo considera l'attività professionale come prestazione di un servizio all'assistito finalizzato alla tutela dei primari diritti costituzionalmente garantiti: salute, lavoro, famiglia, libertà individuali e collettive, proprietà individuale e comune.
In particolare, egli affronta le delicate problematiche connesse al diritto sanitario, vale a dire la responsabilità per colpa medica e per errata diagnosi, il consenso informato e, in generale, il diritto alla cura (read more).

Inoltre, il Consiglio Nazionale Forense, in data 22 febbraio 2013, ha deliberato l'iscrizione dell'Avvocato Garofalo nell'Albo Speciale degli Avvocati abilitati al Patrocinio presso la Corte di Cassazione e le altre Giurisdizioni Superiori.

Media



Ascolta l'intervista rilasciata dall'Avvocato Garofalo ad Enel Radio il 9 aprile 2015

Settori di Attività

Le News

5 NOVEMBRE 2016
DIRITTO DEL LAVORO
Scatta l'ammenda o l'arresto per il datore di lavoro che installa nella sede telecamere in grado di spiare i dipendenti durante l'orario di lavoro, indipendentemente dal fatto che queste vengano poi effettivamente usate o meno, in assenza di accordo con le rappresentanze sindacali e con la commissione interna e senza osservare le modalità indicate dalla locale Direzione Territoriale del Lavoro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, terza sezione penale, nella sentenza n. 45198/2016 dichiarando inammissibile il ricorso avanzato dalle amministratrici di una società.

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5 NOVEMBRE 2016
DIRITTO PROCESSUALE CIVILE
I conti correnti bancari del presunto evasore fiscale possono essere sequestrati ai fini della confisca anche se su di essi confluisce la pensione. La Corte di cassazione, nella sentenza n. 44912/2016 ha precisato che l'articolo 545 c.p.c., nel circoscrivere la possibilità di pignorare i trattamenti pensionistici o quelli ad essi assimilati alla misura del quinto del loro importo, limita la sua operatività al processo esecutivo.

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5 NOVEMBRE 2016
DIRITTO DI FAMIGLIA
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 21467/2016, ha stabilito che, se il comodato è stipulato per esigenze del nucleo familiare, in caso di separazione consensuale dei coniugi, non si determina automaticamente il rilascio del bene da parte del coniuge collocatario dei figli, a cui questo sia stato assegnato. Da ciò si desume che il comodato ha un termine implicito correlato alle esigenze abitative della famiglia, fin quando queste permangano.

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5 NOVEMBRE 2016
DIRITTO DEL LAVORO
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 25069/2015 ha stabilito che, nell'ambito di un rapporto di lavoro subordinato, il dipendente che non usufruisce dei riposi può diventare vittima di stress da lavoro-correlato: la circostanza, a sua volta, diventa fonte di danno risarcibile. In effetti, l'usura che deriva da un maggiore sforzo profuso per il lavoro, di regola dovrebbe trovare una forma di compensazione contrattuale, cosicché la retribuzione accordata al lavoratore non subisca una decurtazione ingiusta per effetto dell'eccessivo dispendio di energie lavorative. E' il caso di quei dipendenti (come ad es. i conducenti di linea) che hanno chiesto che venisse riconosciuto il loro diritto ad avere un'indennità sostitutiva per ogni ora o frazione di ora di riposo giornaliero / settimanale non goduto nei termini del Regolamento CEE n. 3228 del 20 dicembre 1985 richiamato dall’art. 174 del Decreto Legislativo n. 285/1992.

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15 OTTOBRE 2016
DIRITTO LOCATIZIO
Se il padrone di casa aumenta il canone mensile praticato al conduttore sulla base di un mero accordo verbale, deve restituire tutto quanto pagato in eccedenza in forza della semplice "stretta di mano". Infatti, dalla lettura della sentenza della Corte di Cassazione n. 20395/2016, emerge chiaramente che, se si affermasse il contrario esonerando il locatore dal rimborsare il conduttore di quanto pagato in eccedenza rispetto al canone formalmente fissato, si ammetterebbe sostanzialmente la legittimità di un contratto che invece la normativa in materia di locazioni vieta espressamente.

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15 OTTOBRE 2016
DIRITTO DEL LAVORO
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, nella sentenza n. 20210/2016 ha stabilito che spetta al giudice di merito stabilire se l'allontamento dalla propria abitazione del lavoratore assente per malattia configuri o meno violazione degli obblighi di buona fede e correttezza del dipendente, volti a consentire l'esercizio del potere di controllo attribuito al datore di lavoro dall'art. 6 della L. n. 300/70: il giudice dovrà tener presente che l'interesse del datore di lavoro a tale controllo va contemperato con l'esigenza di libertà del lavoratore. La violazione di detti obblighi, se accertata, legittima il licenziamento per giusta causa solo se, valutata non solo nel suo contenuto oggettivo, ma anche nella sua portata soggettiva e in relazione alle circostanze del caso concreto, appaia meritevole della massima sanzione espulsiva, avuto riguardo al principio di proporzionalità stabilito dall'art. 2106 del codice civile.

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15 OTTOBRE 2016
DIRITTO TRIBUTARIO
La normativa statale relativa all'aggio esattoriale è in contrasto con l'art. 107 del T.F.U.E. che vieta gli aiuti di Stato e, pertanto, non è dovuto anche se il contribuente deve versare i sottostanti tributi. Lo ha disposto la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso nella sentenza n. 325/1/2016 in accoglimento parziale del ricorso proposto da una ditta che aveva impugnato l'intimazione di pagamento ricevuta da Equitalia e riferita ad Iva, Ires, Irap, ritenute, addizionali per diversi anni.

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15 OTTOBRE 2016
DIRITTO SANITARIO
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 40753 del 29 settembre 2016, ha stabilito che l'arrivo di un paziente al pronto soccorso fa sorgere in suo capo il diritto ad essere sottoposto a visita medica. Infatti, il codice triage assegnato al momento dell'accettazione non legittima mai il sanitario ad omettere di visitare un paziente la cui patologia sia stata valutata non grave dal personale paramedico al primo screening eseguito. Tale codice, piuttosto, limita la sua funzione a quella di definire un ordine delle visite, visite che comunque devono essere eseguite. Con la conseguenza che l’omissione della visita può far configurare il reato di rifiuto di atti di ufficio.

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Le Collaborazioni

Collaborano con lo studio un Avvocato, nonché un Medico Legale, uno Psicologo, un Commercialista ed un Consulente del Lavoro.

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